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Buongiorno a tutti, sono Paolo Spada e da oggi condividerò settimanalmente con voi golfisti alcune pillole di mental coaching riferite al golf che saranno raccolte in una sezione dedicata su questo sito.
Bobby Jones disse: “Il buon golf si gioca in un campo di 14 cm: lo spazio tra due orecchie”.
Partendo da qui si è arrivati ai giorni nostri dove quasi tutti i pro hanno un Mental Coach, so già che starete pensando “ma è una roba solo da professionisti…”
Non giudico tale pensiero, sarei troppo di parte, però vi invito a leggere con attenzione tutte le pillole e a provare a metterle in pratica, sarò molto felice di ricevere i vostri feedback.

Buona lettura e buon gioco!

Il golf è uno sport soprattutto mentale, questa è una considerazione che è condivisa dai professionisti ai neofiti.
La prima cosa evidente è che istintivamente un neofita stringe molto forte il grip, quindi esercita una tensione eccessiva dei muscoli, questo deriva dal sistema nervoso, che a sua volta deriva dalla mente.
Anche i più esperti, quando si trovano in una situazione di disagio (palla messa male, rimbalzo sfortunato, vento che cambia direzione…) si innervosiscono, si irrigidiscono e di conseguenza il colpo sarà meno fluido.
Per riassumere il tutto, come direbbe Timothy Gallwey il padre del coaching nonché l’autore di The Inner Game, nel dubbio ci irrigidiamo.

Riuscire a stare tranquilli è purtroppo molto più semplice a dirsi che a farsi, la nostra mente conscia spesso ha il predominio sulla mente inconscia.

Il mio consiglio: cercate il più possibile di eliminare la tensione e provate in campo pratica a tirare dei colpi senza “attaccarvi” al bastone e noterete la differenza.

Alla settimana prossima con un’altra pillola interessante.

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