Bardarolo Royal & Ancient Golf Club
#4 Il ristorante

Luca Ravinetto by

Al Bardarolo Royal & Ancient Golf Club, la gestione del ristorante è spesso passata da una mano all’altra, è successo di tutto ed il contrario di tutto, anche perchè il ristoratore nel mondo del Golf deve saper fare di tutto, colazioni, pranzi, cene, piatti veloci, insalatone, catering, buffet, buvette, servizio al banco e servizio al tavolo, devono parlare inglese, francese e tedesco, essere veloci, educati, carini e fare prezzi bassi, quindi capite bene che è molto difficile trovare la persona idonea.

Il ristoratore del Bardarolo Royal & Ancient è il solito da molti anni, si chiama Enzo, anche lui ha trovato una sua identità nel circolo e avrebbe molte storie da raccontare, mi ricordo quella di Attilio Gennai che per non rallentare il gioco voleva eliminare la sosta alla buvette ed imporre a tutti i giocatori un pranzo al sacco veloce da consumare fra un colpo e l’altro perchè sosteneva che, “i veri golfisti per non perdere concentrazione non devono fermarsi mai”.

Germano Virminio alla buvette faceva passare tutti avanti, quando arrivava lui era già il momento di giocare alla buca dieci e quindi trovava giusto il tempo di pagare per poi mangiare di corsa mentre il panino gli si sbriciolava in mano.

Il ristoratore sapeva che quando c’era della torta secca del giorno prima la poteva dare a Germano, tanto non sarebbe mai riuscito a mangiarla e quindi non avrebbe avuto niente da ridire. Germano non doveva avere mai niente da ridire, perchè era N.C, ed anche il ristoratore aveva raggiunto un 23 di hcp. che l’autorizzava a prenderlo in giro.

Il rapporto dei soci con il mondo del Food & Beverage è ovviamente differente per ognuno e chiunque pretendeva che fossero soddisfatte le sue personali esigenze. C’era chi voleva mangiare bene, ma con calma, chi voleva un piatto di spaghetti al pomodoro veloce senza tanti fronzoli, altri che li volevano al dente e altri ancora che li volevano ben cotti, chi un vino della casa da poco e chi una bella cantina degna di un circolo di Golf, chi voleva che fosse tutto esclusivo per i soci e chi sosteneva che sarebbe dovuto essere aperto a tutti.

Fortunatamente Enzo giocava a Golf e quindi non faceva fatica a capire e gestire le situazioni in modo tale da calmare i nervosismi e trasformarli in nuovi incassi. Questa arte di Enzo mi ha sempre stupito, mi ricordo quando veniva a conoscenza di una brutta buca giocata da un socio che non sarebbe mai rimasto ulteriormente al club per l’arrabbiatura, allora Enzo prontamente gli chiedeva di sentire un bicchiere del nuovo vino, visto che “..sei uno che ci capisce di vini”. Il socio già un pò meno nervoso degustava il vino, ma non capendoci per niente si esprimeva in un “…mmm non è male”. La chiacchierata sulla provenienza del vino, sul prezzo e su un paio di belle bottiglie bevute nei giorni passati portava inevitabilmente alla richiesta di un primo veloce perche’ “..devo andare a vedere la partita a casa”.

Enzo era un’artista del problem solving, uno psicologo del Golf e del golfista, capiva al volo cosa offrire e a chi, e sempre al momento giusto. Era alto, sembrava goffo ed un po’ tonto ma in realta’ vedeva e capiva tutto, però l’aspetto l’aiutava perchè tutti abbassavano le difese come si fa con una persona che non incute alcun timore e della quale non c’è motivo di preoccuparsi. Lui serviva e stava zitto, parlava solo quando doveva e non diceva mai niente di stupido se non per abbassarsi alla chiacchierata in questione senza offendere i presenti.

La sua arte più grande veniva fuori quando doveva recuperare un piatto cucinato male o un servizio non eccellente. Il vicepresidente Ottavio Buroni, per esempio, era una persona a cui piaceva mangiare lentamente, fare due battute alle quali rideva solo lui, ed aspettare i suoi fedeli amici perchè con gli altri, che la tirano corta, non ci voleva mai giocare.

Un giorno mentre mangiava con calma e sempre con gli occhiali da sole mentre scambiava due parole sull’utilità del bounce nel wedge, gli spaghetti vennero fuori un po’ troppo cotti mentre a lui piacevano al dente. Enzo si accorse del danno proprio mentre stava portando la pasta, ma cogliendo la palla al balzo, sapendo che il suo cavallo di battaglia era il tee della buca 6 che non essendo in piano era impossibile fare draw, pelo’ la carta della salvezza: “…vicepresidente tanto siamo solo io e lei, ma il tee alla sei pensa che si possa spianare perchè l’altro giorno provavo a fare draw con la tecnica che mi aveva spiegato lei ma col tee in pendenza ha proprio ragione lei!! E’ impossibile anche per uno come Tiger Woods!”. Dopo questa leccata di fondoschiena il vicepresidente vide il proprio ego salire fino a giocare a dadi con Dio, e vinceva pure. La pasta un po’ troppo cotta ormai non scalfiva nemmeno per un attimo le papille gustative dell’egocentrico vicepresidente.

Enzo era un genio, aveva intuito, precisione e velocità di esecuzione. Ancora oggi è lì, al suo posto, a fare tutto a basso prezzo, cercando di dare a chi ha già.

Continua…

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