Mente conscia e mente inconscia
#2 In campo

Paolo Spada by

Come anticipato nella precedente pillola, il mio mindset in campo pratica e in campo è differente.

In campo pratica mi concentro su particolari tecnici da migliorare, più mi alleno consapevolmente lavorando su quello che il maestro mi dice, più migliorerò tecnicamente e di conseguenza prenderò fiducia nel mio swing.

Avendo fiducia nello swing, vado in campo più sicuro di me, senza troppe paure, quindi più ci alleniamo in campo pratica più siamo tranquilli sul percorso.
Purtroppo però, non è così scontato e diretto, perchè in campo la nostra mente inconscia inizia a lavorare molto di più che in campo pratica e spesso prende il sopravvento sulla parte conscia.

Per ovviare a questo problema ci sono molte tecniche, differenti tra di loro come differenti siamo noi golfisti, quindi generalizzare non è facile, ma voglio cercare di dare una linea generale comune.

Il concetto base è questo: in campo non devo concentrarmi sulla tecnica, sul polso, sul fianco… devo concentrarmi sulla strategia di gioco, non devo commettere errori banali come sbagliare ad adressarmi rispetto un ostacolo oppure sceglioere il bastone sbagliato.
Se in campo inizio a pensare agli errori del mio swing, saranno 5 ore durissime e probabilmente dopo le prime 9 buche avrò un gran mal di testa e anche dolori muscolari dovuti all’irrigidimento.

In tutti gli sport, l’allenamento serve per migliorare, mentre la partita va giocata al massimo delle nostre possibilità, con la mente libera da paure. Il golf sotto questo aspetto è uno sport spietato, ma proprio per questo ne siamo innamorati.
Il processo mentale inconscio è molto veloce, e se lo facciamo lavorare dandogli benzina ci porterà alla deriva, se sull tee-shot della 1 faccio slice, la mia parte inconscia è probabile che faccia questo ragionamento:
ho fatto slice, oggi faccio slice, faccio sempre slice, oggi sarà un disastro, non sono capace di giocare, chi me lo fa fare… in nemmeno 3 secondi la mia fiducia sarà demolita e per riprendermi,  se va bene, mi ci vorranno almeno 3/4 buche.

In campo abbandoniamo il giudizio critico, ho fatto slice, perchè probabilmente sono arrivato dall’esterno, STOP.

Adesso vado verso la palla, guardo il lie, scelgo dove tirare, scelgo il bastone, faccio lo swing in maniera naturale senza pensare allo slice, rimango positivo e concentrato sul processo non sul risultato.

Concludo la pillola con una frase presa dalla filosofia buddista e utilizzata anche nello yoga:

Una mente libera è una mente che funziona bene!

 

Appuntamento alla settimana prossima con un’altra pillola interessante, ma se vuoi leggere gli altri articoli visita la sezione qui su Wegolfers.

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